FILIPPO SCO'ZZARI a BOLOGNA
il Reale e la sua Boria
Mostra di Filippo Scòzzari
dal 9 al 18 marzo 2007- Via Capo di Lucca 12, Bologna
Mentre la città si appresta a celebrare il trentennale del ’77 con una serie di iniziative, a Capodilucca12 si festeggerà invece il trentennale di Filippo Scòzzari, protagonista di Re Nudo, Mago, il Male, Cannibale, Frigidaire, Linus, Alter, Il Lunedì della Repubblica, con la mostra “il Reale e la sua Boria”
Nato nel 1946 a Bologna, Filippo Scòzzari è vivissimo oggi, esattamente come lo era nel 1976/77, quando iniziò a pubblicare le proprie visioni.
Trent’anni è un’età insolita per debuttare, ma erano ancor più insoliti i suoi disegni e la sua Bulagna, per pochi istanti trasfiguratasi in turrita fabbrica dei sogni: finalmente capitale di una generazione piena di contraddizioni, che la porteranno ad infrangersi su troppi aspetti della realtà. Una generazione il cui rabbioso motore emotivo, funzionante a desideri, aspirazioni, e ideologie dure a morire, spingerà Scòzzari a propinarsi gli scongiuri usando carta e matita.

In effetti, solo dopo aver assaporato e studiato le sconfitte del ’68, si può assaporare e studiare la sua avventura nell’universo a volte asfittico, a volte spropositato, della Comunicazione: un lungo, testardo, reiterato, appassionato scongiuro perché non si tornasse ai vecchi errori, perché si guardasse con occhi nuovi, per operare su altri terreni e rigenerare stupori.
I nemici sono sempre quelli: il Reale, e la sua Boria.
Filippo Scòzzari visto da
Beppe Bottaro, curatore della mostra
Mostra di Filippo Scòzzari
dal 9 al 18 marzo 2007- Via Capo di Lucca 12, Bologna
Mentre la città si appresta a celebrare il trentennale del ’77 con una serie di iniziative, a Capodilucca12 si festeggerà invece il trentennale di Filippo Scòzzari, protagonista di Re Nudo, Mago, il Male, Cannibale, Frigidaire, Linus, Alter, Il Lunedì della Repubblica, con la mostra “il Reale e la sua Boria”
Nato nel 1946 a Bologna, Filippo Scòzzari è vivissimo oggi, esattamente come lo era nel 1976/77, quando iniziò a pubblicare le proprie visioni.
Trent’anni è un’età insolita per debuttare, ma erano ancor più insoliti i suoi disegni e la sua Bulagna, per pochi istanti trasfiguratasi in turrita fabbrica dei sogni: finalmente capitale di una generazione piena di contraddizioni, che la porteranno ad infrangersi su troppi aspetti della realtà. Una generazione il cui rabbioso motore emotivo, funzionante a desideri, aspirazioni, e ideologie dure a morire, spingerà Scòzzari a propinarsi gli scongiuri usando carta e matita.

In effetti, solo dopo aver assaporato e studiato le sconfitte del ’68, si può assaporare e studiare la sua avventura nell’universo a volte asfittico, a volte spropositato, della Comunicazione: un lungo, testardo, reiterato, appassionato scongiuro perché non si tornasse ai vecchi errori, perché si guardasse con occhi nuovi, per operare su altri terreni e rigenerare stupori.
I nemici sono sempre quelli: il Reale, e la sua Boria.
Filippo Scòzzari visto da
Beppe Bottaro, curatore della mostra
nuovo blog di Filippo Scòzzari
http://manualedellartebimba.blogspot.com